Aggiornato il 12/10/26
Un lettore RFID è un dispositivo che legge via radio, senza contatto, il codice memorizzato in un tag RFID (un badge, una tessera, un portachiavi o un'etichetta) e lo trasmette a un computer o a un software gestionale. A differenza di un lettore di codici a barre non ha bisogno di "vedere" il codice: basta avvicinare il tag al lettore.
Si usa ogni volta che serve identificare persone o oggetti in modo rapido e senza errori di digitazione: controllo accessi e rilevazione presenze, login degli operatori sui Panel PC di reparto, tessere fedeltà alla cassa, tracciabilità di merci e attrezzature.
In questa guida vediamo come funziona, quali frequenze e tipologie esistono e come scegliere tra un lettore RFID USB in modalità HID o Virtual COM quando va collegato a un PC.
Il lettore genera un campo a radiofrequenza attraverso la sua antenna. Quando un tag entra nel campo riceve energia (se è passivo), si attiva e risponde inviando i dati memorizzati nel chip, a partire dal suo identificativo univoco (UID). Il lettore decodifica la risposta e la passa al software, che la usa per aprire un varco, registrare una presenza o associare un operatore a una postazione.
Un sistema RFID è composto da quattro elementi:
La distanza di lettura dipende soprattutto dalla frequenza, dalla dimensione delle antenne e dall'ambiente: metallo e liquidi vicino al tag possono ridurla sensibilmente.
Il primo criterio di scelta è la frequenza, che deve essere la stessa dei badge o dei tag già in uso. Un lettore a 13,56 MHz non legge un badge a 125 kHz e viceversa; i lettori dual frequency leggono entrambi e sono utili quando in azienda convivono badge di generazioni diverse.
| Banda | Frequenza | Distanza tipica | Tag e standard comuni | Usi tipici |
|---|---|---|---|---|
| LF (bassa frequenza) | 125 kHz | Fino a circa 10 cm | EM4100/EM4102, T5577 | Controllo accessi, presenze, badge aziendali; poco sensibile a metallo e liquidi |
| HF (alta frequenza) | 13,56 MHz | Fino a circa 10 cm; di più con ISO 15693 e antenne dedicate | ISO 14443 A/B (MIFARE Classic, MIFARE DESFire, Ultralight), ISO 15693, NFC | Badge e tessere sicure, fidelity card, pagamenti contactless, biblioteche |
| UHF (altissima frequenza) | 860–960 MHz (in Europa 865–868 MHz) | Fino a diversi metri | EPC Gen2 (ISO/IEC 18000-63) | Logistica, inventario, varchi di magazzino, lettura di molti tag insieme |
I lettori da collegare a un PC o a un Panel PC lavorano quasi sempre in LF e HF. L'UHF richiede lettori, antenne e software dedicati ed è un mondo a parte, legato a logistica e inventario.

Oltre alla frequenza, i lettori RFID si distinguono per forma e modo d'uso:
Esistono poi lettori per usi specialistici, come quelli veicolari o indossabili, che seguono logiche di progetto proprie.
Quando un lettore RFID USB si collega a un PC può presentarsi al sistema operativo in due modi. La scelta dipende da una domanda sola: il software che userà il codice sa gestire una porta seriale?
USB HID (emulazione tastiera). Il lettore viene riconosciuto come una tastiera. Quando si avvicina un badge, il codice viene "digitato" nel punto in cui si trova il cursore, di solito seguito da Invio. Non servono driver né sviluppo software: funziona con qualsiasi programma che abbia un campo di testo.
Virtual COM (VCOM). Il lettore viene riconosciuto come una porta seriale. Il software apre la porta e riceve i dati direttamente, qualunque sia la finestra in primo piano, e può inviare comandi al lettore: segnalazioni acustiche e luminose, lettura di settori della memoria del tag. Su Windows 10 e 11 molti lettori funzionano con il driver seriale di sistema; altri richiedono il driver del produttore, a seconda del chip USB.
| USB HID | Virtual COM | |
|---|---|---|
| Riconosciuto come | Tastiera | Porta seriale (COM) |
| Driver | Non necessari | Di sistema o del produttore, secondo il modello |
| Dove arrivano i dati | Nel campo in cui si trova il cursore | Al software che ha aperto la porta |
| Comunicazione | Solo dal lettore al PC | Bidirezionale: il software può inviare comandi |
| Sviluppo software | Nessuno | Il software deve gestire la porta seriale |
| Ideale per | Login operatore, presenze, campi di gestionali esistenti | Integrazioni su misura, software MES, lettura di dati oltre all'UID |
Due accortezze con l'HID. Il codice finisce dove si trova il cursore: se l'operatore ha in primo piano un'altra finestra, il codice viene scritto lì. Inoltre il lettore "digita" secondo il layout di tastiera impostato nel sistema: se non coincide con quello previsto dal lettore, alcuni caratteri possono uscire diversi.
In sintesi: l'HID è la scelta per un'installazione plug and play su software esistenti; il Virtual COM serve quando occorre controllo sulla comunicazione o un'integrazione sviluppata su misura.
È uno dei problemi più frequenti nelle integrazioni: lo stesso badge viene letto con un codice diverso da due lettori, oppure non corrisponde al numero stampato sulla tessera. Quasi sempre il badge funziona: cambia il formato in cui il lettore restituisce l'identificativo.
Le variabili principali sono tre:
Un esempio con lo stesso UID di 4 byte:
| Configurazione del lettore | Codice letto |
|---|---|
| Esadecimale, ordine diretto | 04A21B9C |
| Esadecimale, ordine invertito | 9C1BA204 |
| Decimale, ordine diretto (10 cifre) | 0077732764 |
| Decimale, ordine invertito | 2619056644 |
Per il software gestionale sono quattro badge diversi. Prima di un'installazione con più postazioni conviene quindi verificare quale formato si aspetta il software, configurare tutti i lettori allo stesso modo e fare una prova con i badge reali. Anche il numero stampato sulla tessera può corrispondere solo a una parte dell'identificativo, in un formato ancora diverso.
L'NFC (Near Field Communication) non è una tecnologia alternativa all'RFID: è una sua sottocategoria, che lavora a 13,56 MHz su distanze di pochi centimetri. Rispetto all'RFID tradizionale aggiunge la comunicazione bidirezionale tra due dispositivi, come uno smartphone e un terminale di pagamento, e la possibilità per lo smartphone di emulare una tessera.
In pratica, l'RFID copre più frequenze e distanze, da pochi centimetri a diversi metri; l'NFC è pensato per interazioni volontarie a corto raggio, come pagamenti contactless, autenticazione e scambio di dati con lo smartphone. Molti lettori HF leggono anche i tag NFC, mentre la lettura di una tessera emulata da smartphone dipende dal lettore e dall'applicazione.
FEC Italia fornisce come accessorio un modulo lettore RFID integrabile a lato del display dei POS PC serie XPOS Plus e dei Panel PC serie PP, in versione USB HID o Virtual COM. Il modello a 13,56 MHz legge in sola lettura carte MIFARE Classic, Ultralight e FeliCa a una distanza da 10 a 30 mm ed è compatibile con Windows 10 e 11 (Pro e IoT Enterprise) e Android. È disponibile anche una versione a 125 kHz.
Un caso concreto. Per ABB, nello stabilimento di Dalmine, i Panel PC FEC Italia sono stati configurati con lettore RFID integrato per identificare gli operatori su oltre 200 postazioni MES. Leggi il caso ABB.
Non sai quale lettore serve al tuo progetto? Scrivi a info@fecpos.it indicando il tipo di badge e il software da collegare: ti aiutiamo a scegliere frequenza, interfaccia e configurazione.
Un dispositivo che legge via radio, senza contatto, il codice di un tag RFID (badge, tessera o etichetta) e lo trasmette a un computer o a un software.
Il lettore HID viene visto come una tastiera e scrive il codice dove si trova il cursore, senza driver. Il Virtual COM viene visto come una porta seriale: il software deve gestirla, ma la comunicazione con il lettore diventa bidirezionale.
No. Lettore e badge devono lavorare alla stessa frequenza; per leggere entrambi i tipi servono lettori dual frequency.
Perché il lettore può restituire l'identificativo in esadecimale o in decimale, con i byte in ordine diretto o invertito, e il numero stampato può corrispondere solo a una parte dell'identificativo. Si risolve configurando il lettore sul formato atteso dal software.
In modalità HID sì, su qualsiasi sistema che supporti una tastiera USB. In modalità Virtual COM dipende dal modello: su Windows 10 e 11 molti usano il driver seriale di sistema, altri richiedono quello del produttore.