Speciale accessori: lettori RFID cosa e quali sono

7 marzo 2025

Aggiornato il 12/10/26

 

Cos'è un lettore RFID

Un lettore RFID è un dispositivo che legge via radio, senza contatto, il codice memorizzato in un tag RFID (un badge, una tessera, un portachiavi o un'etichetta) e lo trasmette a un computer o a un software gestionale. A differenza di un lettore di codici a barre non ha bisogno di "vedere" il codice: basta avvicinare il tag al lettore.

Si usa ogni volta che serve identificare persone o oggetti in modo rapido e senza errori di digitazione: controllo accessi e rilevazione presenze, login degli operatori sui Panel PC di reparto, tessere fedeltà alla cassa, tracciabilità di merci e attrezzature.

In questa guida vediamo come funziona, quali frequenze e tipologie esistono e come scegliere tra un lettore RFID USB in modalità HID o Virtual COM quando va collegato a un PC.

 

Come funziona un lettore RFID

Il lettore genera un campo a radiofrequenza attraverso la sua antenna. Quando un tag entra nel campo riceve energia (se è passivo), si attiva e risponde inviando i dati memorizzati nel chip, a partire dal suo identificativo univoco (UID). Il lettore decodifica la risposta e la passa al software, che la usa per aprire un varco, registrare una presenza o associare un operatore a una postazione.

Un sistema RFID è composto da quattro elementi:

  • Tag RFID (o transponder): chip e antenna, dentro un badge, una tessera o un'etichetta. I tag passivi sono alimentati dal campo del lettore; quelli attivi hanno una batteria e arrivano a distanze maggiori.
  • Lettore RFID: genera il campo e riceve la risposta del tag.
  • Antenna: integrata nel lettore nei modelli da tavolo, esterna nei sistemi a lungo raggio.
  • Software: riceve il codice e lo integra nei processi aziendali.

La distanza di lettura dipende soprattutto dalla frequenza, dalla dimensione delle antenne e dall'ambiente: metallo e liquidi vicino al tag possono ridurla sensibilmente.

 

Frequenze RFID: 125 kHz, 13,56 MHz e UHF

Il primo criterio di scelta è la frequenza, che deve essere la stessa dei badge o dei tag già in uso. Un lettore a 13,56 MHz non legge un badge a 125 kHz e viceversa; i lettori dual frequency leggono entrambi e sono utili quando in azienda convivono badge di generazioni diverse.

Banda Frequenza Distanza tipica Tag e standard comuni Usi tipici
LF (bassa frequenza) 125 kHz Fino a circa 10 cm EM4100/EM4102, T5577 Controllo accessi, presenze, badge aziendali; poco sensibile a metallo e liquidi
HF (alta frequenza) 13,56 MHz Fino a circa 10 cm; di più con ISO 15693 e antenne dedicate ISO 14443 A/B (MIFARE Classic, MIFARE DESFire, Ultralight), ISO 15693, NFC Badge e tessere sicure, fidelity card, pagamenti contactless, biblioteche
UHF (altissima frequenza) 860–960 MHz (in Europa 865–868 MHz) Fino a diversi metri EPC Gen2 (ISO/IEC 18000-63) Logistica, inventario, varchi di magazzino, lettura di molti tag insieme

I lettori da collegare a un PC o a un Panel PC lavorano quasi sempre in LF e HF. L'UHF richiede lettori, antenne e software dedicati ed è un mondo a parte, legato a logistica e inventario.

 

 

 

 

 

 

 

Tipologie di lettori RFID

Oltre alla frequenza, i lettori RFID si distinguono per forma e modo d'uso:

  • Lettori da tavolo USB: piccoli, alimentati dalla porta USB, si appoggiano accanto alla postazione o alla cassa. Sono la soluzione più comune per associare badge e tessere a un PC.
  • Lettori integrati: inseriti a lato del display di un Panel PC o di un POS PC, per postazioni senza cavi esterni.
  • Lettori badge a parete: fissi, per varchi e controllo accessi, spesso con grado di protezione IP per l'esterno e collegati a un controller.
  • Lettori portatili: palmari o mobile computer con modulo RFID, per inventari e controlli in movimento.
  • Varchi e gate: antenne UHF installate su porte e baie di carico, che leggono i tag al passaggio delle merci. Il lettore è un dispositivo dedicato, mentre il PC fa da interfaccia operatore: nel gate RFID realizzato da HT Stone per Jas SPA questo ruolo è affidato al Panel PC FEC Italia PP-8632.

Esistono poi lettori per usi specialistici, come quelli veicolari o indossabili, che seguono logiche di progetto proprie.

 

Lettore RFID USB: HID o Virtual COM?

Quando un lettore RFID USB si collega a un PC può presentarsi al sistema operativo in due modi. La scelta dipende da una domanda sola: il software che userà il codice sa gestire una porta seriale?

USB HID (emulazione tastiera). Il lettore viene riconosciuto come una tastiera. Quando si avvicina un badge, il codice viene "digitato" nel punto in cui si trova il cursore, di solito seguito da Invio. Non servono driver né sviluppo software: funziona con qualsiasi programma che abbia un campo di testo.

Virtual COM (VCOM). Il lettore viene riconosciuto come una porta seriale. Il software apre la porta e riceve i dati direttamente, qualunque sia la finestra in primo piano, e può inviare comandi al lettore: segnalazioni acustiche e luminose, lettura di settori della memoria del tag. Su Windows 10 e 11 molti lettori funzionano con il driver seriale di sistema; altri richiedono il driver del produttore, a seconda del chip USB.

  USB HID Virtual COM
Riconosciuto come Tastiera Porta seriale (COM)
Driver Non necessari Di sistema o del produttore, secondo il modello
Dove arrivano i dati Nel campo in cui si trova il cursore Al software che ha aperto la porta
Comunicazione Solo dal lettore al PC Bidirezionale: il software può inviare comandi
Sviluppo software Nessuno Il software deve gestire la porta seriale
Ideale per Login operatore, presenze, campi di gestionali esistenti Integrazioni su misura, software MES, lettura di dati oltre all'UID

Due accortezze con l'HID. Il codice finisce dove si trova il cursore: se l'operatore ha in primo piano un'altra finestra, il codice viene scritto lì. Inoltre il lettore "digita" secondo il layout di tastiera impostato nel sistema: se non coincide con quello previsto dal lettore, alcuni caratteri possono uscire diversi.

In sintesi: l'HID è la scelta per un'installazione plug and play su software esistenti; il Virtual COM serve quando occorre controllo sulla comunicazione o un'integrazione sviluppata su misura.

 

Stesso badge, codice diverso: il formato dell'UID

È uno dei problemi più frequenti nelle integrazioni: lo stesso badge viene letto con un codice diverso da due lettori, oppure non corrisponde al numero stampato sulla tessera. Quasi sempre il badge funziona: cambia il formato in cui il lettore restituisce l'identificativo.

Le variabili principali sono tre:

  • Base numerica: esadecimale (cifre e lettere A–F) o decimale.
  • Ordine dei byte: diretto o invertito.
  • Lunghezza e caratteri aggiuntivi: zeri iniziali, prefissi, suffissi, Invio finale.

Un esempio con lo stesso UID di 4 byte:

Configurazione del lettore Codice letto
Esadecimale, ordine diretto 04A21B9C
Esadecimale, ordine invertito 9C1BA204
Decimale, ordine diretto (10 cifre) 0077732764
Decimale, ordine invertito 2619056644

Per il software gestionale sono quattro badge diversi. Prima di un'installazione con più postazioni conviene quindi verificare quale formato si aspetta il software, configurare tutti i lettori allo stesso modo e fare una prova con i badge reali. Anche il numero stampato sulla tessera può corrispondere solo a una parte dell'identificativo, in un formato ancora diverso.

 

RFID e NFC: che differenza c'è

L'NFC (Near Field Communication) non è una tecnologia alternativa all'RFID: è una sua sottocategoria, che lavora a 13,56 MHz su distanze di pochi centimetri. Rispetto all'RFID tradizionale aggiunge la comunicazione bidirezionale tra due dispositivi, come uno smartphone e un terminale di pagamento, e la possibilità per lo smartphone di emulare una tessera.

In pratica, l'RFID copre più frequenze e distanze, da pochi centimetri a diversi metri; l'NFC è pensato per interazioni volontarie a corto raggio, come pagamenti contactless, autenticazione e scambio di dati con lo smartphone. Molti lettori HF leggono anche i tag NFC, mentre la lettura di una tessera emulata da smartphone dipende dal lettore e dall'applicazione.

 

Lettori RFID per Panel PC e POS PC FEC Italia

FEC Italia fornisce come accessorio un modulo lettore RFID integrabile a lato del display dei POS PC serie XPOS Plus e dei Panel PC serie PP, in versione USB HID o Virtual COM. Il modello a 13,56 MHz legge in sola lettura carte MIFARE Classic, Ultralight e FeliCa a una distanza da 10 a 30 mm ed è compatibile con Windows 10 e 11 (Pro e IoT Enterprise) e Android. È disponibile anche una versione a 125 kHz.

Un caso concreto. Per ABB, nello stabilimento di Dalmine, i Panel PC FEC Italia sono stati configurati con lettore RFID integrato per identificare gli operatori su oltre 200 postazioni MES. Leggi il caso ABB.

Non sai quale lettore serve al tuo progetto? Scrivi a info@fecpos.it indicando il tipo di badge e il software da collegare: ti aiutiamo a scegliere frequenza, interfaccia e configurazione.

 

Domande frequenti sui lettori RFID

Cos'è un lettore RFID?

Un dispositivo che legge via radio, senza contatto, il codice di un tag RFID (badge, tessera o etichetta) e lo trasmette a un computer o a un software.

Che differenza c'è tra un lettore RFID USB HID e Virtual COM?

Il lettore HID viene visto come una tastiera e scrive il codice dove si trova il cursore, senza driver. Il Virtual COM viene visto come una porta seriale: il software deve gestirla, ma la comunicazione con il lettore diventa bidirezionale.

Un lettore RFID a 13,56 MHz legge i badge a 125 kHz?

No. Lettore e badge devono lavorare alla stessa frequenza; per leggere entrambi i tipi servono lettori dual frequency.

Perché il lettore legge un codice diverso da quello stampato sul badge?

Perché il lettore può restituire l'identificativo in esadecimale o in decimale, con i byte in ordine diretto o invertito, e il numero stampato può corrispondere solo a una parte dell'identificativo. Si risolve configurando il lettore sul formato atteso dal software.

Un lettore RFID USB funziona senza driver?

In modalità HID sì, su qualsiasi sistema che supporti una tastiera USB. In modalità Virtual COM dipende dal modello: su Windows 10 e 11 molti usano il driver seriale di sistema, altri richiedono quello del produttore.